Zack Snyder's Justice League: il Dramma degli Eroi

Il Futuro ha messo radici nel Presente
April 6, 2021
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Il Dramma degli Eroi

Per Autumn”, con una dedica alla figlia si chiude la director's cut di Justice League. Test di gravidanza, padri assenti o ingiustamente incriminati per reati che non hanno commesso, figli scossi incapaci di forgiarsi un futuro, incapaci di guardare al passato, incapaci di decidersi.

I supereroi di Snyder fanno i conti con super-problemi. Un inquieto Superman cerca sé stesso in “Man of Steel”; un disilluso Bruce Wayne, mentre Wayne Manor cade a pezzi, difende il mondo da Superman in “Batman v Superman”.  “Zack Snyder’s Justice League” parte da un fallimento, quello di Batman: ha iniziato a credere in Superman troppo tardi.

 

Se Dio non esiste tutto è possibile, ci insegna Dostoevskij.

Per parafrasare Woody Allen, Superman è morto e Batman non si sente molto bene. Il mondo è in crisi. La morte di Superman – di Dio, come lo chiama Lex Luthor – ha risvegliato forze oscure. Allora, Bruce Wayne decide che è il momento di agire, mettere insieme una squadra, persone speciali in grado di salvare il mondo. Speciali sì, ma sopratutto, per Snyder, piene di problemi. Cyborg deve fare i conti con un padre assente che lo ha “salvato” dai morti consegnandolo, apparentemente, a una fine ancora peggiore: la tomba di un corpo alieno fatto di metallo e di acciaio. Barry Allen, alias Flash, deve fare i conti con un padre dietro alle sbarre ingiustamente accusato dell’omicidio della moglie. Aquaman, ribelle senza causa, è restio a vestire i panni del principe di Atlantide, scosso dalla morte della madre.

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La Justice League al completo dal finale della “Zack Snyder's Justice League”

Il fallimento non è solo di Bruce Wayne. La crisi coinvolge tutti, anche Snyder. Dopo aver resistito - con entusiasmo va detto - per ben quattro ore – e già di per sé il fatto che il film duri quattro ore meriterebbe un approfondimento specifico: è il risultato della crisi, lo diciamo subito – è impossibile non venire colpiti dalla dedica finale: per Autumn. “ZackSnyder’s Justice League”, meglio ciò che vediamo di un film che non abbiamo mai visto e che non potremo mai vedere – spieghiamo subito questo paradosso -, esiste solo perché Dio è morto. Non Superman, ma Autumn. Dopo la morte della figlia Snyder si ritira, Joss Whedon prende le redini del progetto e poi sappiamo tutti quello che è successo. L’ ultimo capitolo la “Zack Snyder's Justice League” che (non) abbiamo l’opportunità di vedere.

 

Un film è andato perduto, per sempre. Per intenderci: il film che abbiamo appena visto non è il film che avremmo visto se Autumn non fosse, tragicamente, scomparsa. Basti pensare che Snyder ha girato ex novo molte scene dell’epilogo e ne ha aggiustate altre. La “Zack Snyder's Justice League” nasce da una crisi, dalla peggiore. Il dramma, certo, è una cifra dello stile con cui Snyder, sin da “Man of Steel”, ha ridisegnato i confini dell’universo DC, tuttavia non può sfuggire, come neppure può essere sopravvalutato - si badi bene -, l‘elemento decisivo, ben più che biografico, che drammaticamente chiude la Snyder cut: la dedica ad Autumn.

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Cyborg (RayFisher) nella versione Black & White della “Zack Snyder's Justice League”

Creati un futuro, creati un passato, tutto avviene adesso” dice fra sé e sé Flash correndo più veloce della luce per salvare il mondo. La “Zack Snyder's Justice League” è il futuro inedito di un passato che non esiste - un film mai visto. Flash salva il mondo creando il futuro, sulla base di un passato che non esiste ancora. Meglio - chi ha già visto il film mi seguirà meglio – redimendo il passato. La “Zack Snyder's Justice League” è l’adesso di un passato tragico redento – la figlia scomparsa -, il futuro di un passato che esiste perché salvato da quell’adesso.

 

Ma non basta, l’adesso è il cinema. Il cinema ci insegna che il tempo non esiste. Il presente, come sfida al tempo, è l’unica dimensione – affatto innocente – che il cinema può sopportare, Ghezzi docet. Il cinema è l’adesso in cui tutto ha inizio, in cui passato e futuro vengono creati. “Tutto avviene adesso” dice Barry Allen fra sé e sé, “tutto avviene adesso” si ripete, come fosse un mantra, una preghiera, Zack Snyder.

 

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Zack Snyder sul set, davanti al bat-segnale

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