L'amore segreto di Steven Spielberg

Cinema
February 3, 2021

Sul nuovo numero di Empire Magazine, a cura di Edgar Wright, dedicato alla celebrazione del cinema, o meglio, dell’esperienza cinematografica, molti sono gli artisti, i registi, gli attori coinvolti. Solo per fare qualche nome: James Cameron, Spike Lee, Daisy Ridley assieme a molti altri. Fra questi “molti altri” Steven Spielberg non è certo un nome qualsiasi. Oltre ad un accorato pezzo in cui ricorda quando ancora adolescente vide, in una sfavillante copia in 70mm, Lawrence d'Arabia, il capolavoro di David Lean, Spielberg ha scritto una lunga e intensa lettera d'amore al cinema.

 

Inutile riportarvi la lettera, la potete trovare qui, direttamente dal sito di Empire. Cogliamo, invece, l'occasione per approfondire alcuni temi che Spielberg mette in campo. Anzitutto l'esperienza: la lettera di Spielberg è pervasa di emozioni, quasi, tattili - dal chiudersi dietro di sé l’uscio di casa per mettersi in viaggio verso il cinema alla sensazione di compagnia nel buio della sala. L'esperienza è il campo vero in cui si gioca il futuro del cinema. Se ne sono resi conto, con grande lucidità, J.J. Abrams e Chris Nolan. Rispettivamente, Star Wars: L'ascesa di Skywalker e Tenet sono due drammatiche, ma chirurgiche, diagnosi della situazione del cinema contemporaneo: se all'esperienza è tolto il terreno sotto i piedi - Adorno, non a caso, poteva aprire, uno dei suoi più celebri saggi, con un esergo del genere “la vita non vive” - il cinema deve farsi, sempre più, esperienza viva

Ecco il problema di Spielberg: per dirla con Adorno, la vita non vive (più). Le sale cinematografiche hanno chiuso le serrande, e chissà quando riapriranno. Ma Spielberg non demorde. Il regista di Indiana Jones e di Jurassic Park ci ricorda, non senza nostalgia, la magia della sala. Dove, magicamente, avviene l'incontro intimo tra persone estranee. Eppure, con buona pace di Schopenhauer, quegli stessi uomini che, prima di aver pianto, riso, esultato, riflettuto tutti assieme, non si potevano nemmeno soffrire ora, uniti da una così potente esperienza, scrive Spielberg sono “diventati una comunità, simili nel cuore e nello spirito”. Certo l'esperienza cinematografica non cancella “etnia, classe, credo, genere, politica” eppure “il nostro paese e il nostro mondo sembrano meno divisi, meno fratturati” dopo. Il cinema, ci dice Spielberg, è un’esperienza politica, nel senso etimologico del termine. Cinema è ovunque ci si senta comunità, nel medio dell’arte che “ci chiede di essere consapevoli del particolare e dell'universale, nello stesso momento”.

Dalla collaborazione tra Progetto Bridge e Giovanni Sabattini nasce il “Ribalta Experimental Film Festival”: primo festival di cinema sperimentale della provincia di Modena che si terrà il 29-30 maggio al Cinema Bristol di Savignano e al Circolo Ribalta di Vignola. Se vuoi saperne di più segui la pagina Facebook!

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