La Proiezione Pubblica è ancora Proibita

Il Cielo sopra il Ribalta
April 6, 2021
3
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Il Cielo sopra il Ribalta

Il 5 marzo si è conclusa l’ultima edizione – la 71esima –della Berlinale. Edizione blindata dalle maglie del web: Chatrian e lo staff del Festival hanno deciso per un Festival in forma virtuale. Se lo sono potuti permettere. Mentre noi, del Ribalta Experimental Film Festival -nient’affatto per nostalgia, men che meno per egoismo - di piegarci alle asfittiche stanze virtuali non ce la sentiamo. Ce lo possiamo permettere? Si,certo. Lo so, il paragone con la Berlinale è, forse, improprio.

Tuttavia, per grandi e piccini,  “gioiose macchine da guerra” e neonati, compreso il Ribalta Experimental Film Festival – come sapete, ancora nella placenta - l’interrogativo inquietante è, sempre, stato lo stesso: che fare?

il cielo sopra berlino
Cassiel (Otto Sander) da “Il cielo sopra Berlino”, 1987

Come sapete, noi abbiamo deciso di non demordere. Abbiamo resistito. Stiamo resistendo. Solo la settimana scorsa gridavamo la proiezione pubblica non è più proibita. Il 27 marzo contavamo di accogliervi, per la prima volta, al Cinema Bristol; purtroppo non sarà cosi. Lo sapete, la proiezione pubblica è di nuovo proibita.

Ma, ancora una volta, non desistiamo. Ancora una volta non potremo vederci di persona, ciò non toglie che, alle 18, quel 27 marzo - che sempre più sfuma come una data che fu un simbolo - ci saremo. Per accendere una piccola luce, come di giorno in giorno, stiamo già facendo.

 

Il cielo sopra il Ribalta, come quello sopra Berlino, è ancora una triste angelologia.

Come il melanconico Damiel (Bruno Ganz) vorremo buttarci nella burrascosa mischia del reale, ma non possiamo. Mentre a Los Angeles, in zona rossa, Chris Nolan può mangiare pop-corn all’ombra – sotto leali, se preferite - del grande schermo, a Vignola, come in quasi tutta Italia, la bicromia arancio-rossa, ci tiene distanti. Damiel, stretto nel suo mondo bianco e nero fatto di grazia, separato dalla vita da uno schermo invisibile e dimpalpabile, può sentire tutto, anche i segreti più reconditi - quelli che nessuno sarebbe pronto a confessare - ma non è abbastanza. È insostenibile.

Allora, Damiel arrischia la goffaggine di un mondo fatto di colori, imprevisti e sorprese.

 

Il cielo sopra il Ribalta, purtroppo, è ancora grigio. Eppure, in questo momento drammatico, se qualcosa può unirci, è proprio quello schermo invisibile, perché da troppi mesi non più illuminato, che è il cinema. Anche se la proiezione pubblica è di nuovo proibita, il cinema ci chiede di resistere.

Noi accettiamo la sfida; non possiamo non accettarla.

il cielo sopra berlino
Damiel (Bruno Ganz) e Marion (Solveig Dommartin) da “Il cielo sopra Berlino”, 1987

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